Comunicato Stampa: “Mangiando s'impara” il calcio italiano e il PAM insieme contro fame e analfabetismo

Publisert 25 Mars 2004

Roma - Il calcio italiano scende in campo a fianco dell’ONU per i piccoli scolari dei Paesi in via di sviluppo. Sabato 27 e domenica 28 marzo, in occasione della decima giornata di ritorno del campionato italiano di calcio di Serie A e della dodicesima di Serie B, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite lancia la “Giornata per la lotta alla fame e all’analfabetismo”, un’iniziativa che fa parte della campagna globale dell’agenzia per sostenere le mense scolastiche nei Paesi poveri e per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sull’importanza decisiva dell’alimentazione scolastica nella lotta alla povertà.

Per l’occasione, tutte le squadre di Serie A e di Serie B del campionato italiano entreranno in campo indossando la maglia del WFP che riporta lo slogan ufficiale della campagna, “Mangiando s’impara”. Sulla maglia c’è anche il logo di TIM, che quest’anno partecipa alla giornata mettendo a disposizione il numero 44772 per chi voglia donare un euro al WFP inviando un SMS. Si tratta di un’iniziativa che sino ad oggi ha raccolto 100.000 euro, sufficienti a garantire un pasto a scuola per un anno a circa 3.000 bambini. Numerose le trasmissioni televisive e radiofoniche che si sono dette disponibili a dare visibilità all’evento.

Il Programma Alimentare Mondiale è la più grande agenzia di aiuti alimentari del mondo ed ha il compito di soccorrere le popolazioni affamate di ogni angolo del Pianeta. Oltre ad intervenire rapidamente nelle emergenze, il WFP realizza una serie di progetti per aiutare le popolazioni a divenire autonome e ad uscire dalla spirale della fame e della dipendenza dall’aiuto esterno.

L’operazione più importante, in questo senso, riguarda gli aiuti alimentari destinati alle mense scolastiche: lo “School Feeding”, grazie al quale ogni anno più di 15 milioni di bambine e bambini in oltre 60 Paesi possono frequentare la scuola con la garanzia di avere un pasto caldo.

Analisi svolte sul campo dimostrano che con l’introduzione dello “School Feeding” i tassi di iscrizione sono aumentati anche del 300 per cento, mentre si sono ridotti in misura evidente i tassi di abbandono. Questo è particolarmente importante per le bambine, in quanto due terzi dei circa 130 milioni di bambini che non frequentano la scuola elementare sono femmine.

I programmi di alimentazione scolastica possono fare la differenza. Nel 1994, in alcune zone rurali del Pakistan, il WFP ha iniziato a distribuire 5 litri di olio al mese ai genitori di quelle bambine che frequentavano la scuola per almeno venti giorni su trenta. Il successo del programma è stato subito evidente e le iscrizioni delle bambine, tra il 1994 e il 1998, sono aumentate del 247 per cento. In Niger, uno dei cinque paesi con il più basso tasso di scolarizzazione al mondo, le famiglie hanno ricevuto 150 kg di cereali all’anno in cambio dell’iscrizione di almeno una figlia a scuola. Il risultato è stato un aumento del 75 per cento della frequenza femminile nelle scuole dove opera il WFP. Analoghi successi ci sono stati in Cameroon e in diversi altri paesi.

Di recente, i ministri dell’Educazione di nove paesi del Sahel e il WFP hanno messo a punto un piano di azione per scolarizzare altri 6 milioni di bambini nei prossimi 11 anni. E’ dei giorni scorsi la notizia che il governo italiano ha donato due milioni di euro per lo “School feeding” in Senegal, Capo Verde, Mauritania, Niger e Chad.

Purtroppo, altri 300 milioni di bambine e bambini aspettano questo tipo di aiuto e non possono riceverlo per mancanza di risorse. Il risultato è che, spesso, i genitori anzichè mandarli a scuola, li mandano a lavorare o li tengono in casa con serie e sempre più frequenti conseguenze come i casi di lavoro minorile, sfruttamento, violenza, segregazione.

Per vincere la fame, occorre espandere il più rapidamente possibile i programmi di “School feeding” nelle scuole, raggiungere i luoghi più remoti, aiutare le nuove generazioni a crescere senza l’incubo della fame e a costruirsi un futuro migliore. Tutti i grandi Paesi del mondo, ed anche l’Italia, hanno combattuto l’analfabetismo attraverso l’istituzione delle mense scolastiche.

Bastano 20 centesimi di euro al giorno per garantire un pasto caldo a scuola ad un bambino di un paese in via di sviluppo. E’ importante che i governi si impegnino per riconoscere a tutti i bambini il diritto di crescere senza fame e con un’istruzione di base. (25/03/2004)


Per ulteriori informazioni:
Francesco Luna,
Francesco Luna,
School Feeding Unit,PAM/Roma, Tel. +39-06-65132203, Cell. +39-339- 8864364, e-mail: francesco.luna@wfp.org

Vichi De Marchi,
Responsabile media italiani, PAM/Roma, Tel +39-06-65132058, Cell +39-348-0517605, e-mail: Vichi.Demarchi@wfp.org