Maltempo distrugge deposito aiuti alimentari in Ciad. La Farnesina ospita sul proprio volo i soccorsi del PAM.

Publisert 18 Juli 2007

Brindisi, 18-07-07 (comunicato stampa) - Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) ha ringraziato, oggi, il Ministero degli Affari Esteri italiano per aver sollecitamente risposto all’emergenza creatasi in Ciad dopo la violenta tempesta dei giorni scorsi che ha distrutto un capannone per lo stoccaggio del cibo del PAM e danneggiato gravemente altri due. Tale appoggio nasce dalla volontà dell’On.le Ministro degli Affari Esteri, Massimo D’Alema, di sostenere il programma umanitario a favore dei rifugiati del Darfur e degli sfollati ciadiani, proposto dal suo omologo Kouchner a Parigi lo scorso 25 giugno, nel quadro della Conferenza allargata sul Sudan.

In un volo di aiuti umanitari, già da tempo programmato dal Ministero degli Affari Esteri e partito ieri sera dalla Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi, hanno trovato posto i materiali del PAM, in particolare un grande tendone Wiikhall in sostituzione di quello andato perduto. A finanziare l’acquisto dei nuovi depositi è stata la Farnesina.

L’episodio risale allo scorso 8 luglio quando, nel corso di una violenta tempesta con fortissime raffiche di vento che hanno investito la zona di Djabal, nel Ciad orientale, uno degli enormi tendoni che custodiva 550 tonnellate di aiuti alimentari è andato distrutto mentre altri due, con altre 1.000 tonnellate di generi alimentari, sono stati gravemente danneggiati.

Immediato l’intervento del PAM, delle altre agenzie Onu e delle Organizzazioni non governative presenti in loco, per mettere in sicurezza due dei tre depositi esistenti e salvaguardare il cibo destinato a 15.300 rifugiati sudanesi e alle migliaia di sfollati dei vicini campi.

L’urgenza della richiesta del PAM alla Farnesina di ospitare sul volo per il Ciad un tendone per il cibo, in sostituzione di quello andato distrutto, è motivata anche dalla situazione di crescente insicurezza alimentare della regione e dalla necessità di preservare gli ingenti aiuti alimentari affluiti in zona in previsione della stagione delle pioggie che, da ora a ottobre, renderà le strade quasi totalmente impraticabili.

Il Ciad è uno dei paesi di maggior emergenza in Africa dove l’estrema povertà si combina ad una situazione di insicurezza, in particolare ad est, che limita il lavoro umanitario mentre non cessa il flusso dei rifugiati. E’ di inizio luglio il più recente attacco ad un convoglio del PAM costato la vita a un membro del suo equipaggio.

Attualmente il PAM assiste, attraverso le proprie operazioni di emergenza, 46.000 sfollati, 230.000 rifugiati dalla regione sudanese del Darfur e 46.000 rifugiati della Repubblica Centroafricana stabilitisi prevalentemente nel Ciad del sud.